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IN MEMORY(l'Aquila earthquake)
WitnessJournal n.31 Aprile 2010
L'Aquila, 6 aprile 2010 alle 2.57 una scossa di magnitudo 2.2
scuote
piazza del Duomo gremita da oltre 25mila Aquilani. Un anno prima la
scossa fu di magnitudo 6.6 e il terremoto fece 308 morti e più di 1600
feriti. De L'Aquila rimangomo impressi, a ogni ritorno e a ogni
ri-partenza, gli odori i rumori, e l'impatto visivo. A terremoto appena
successo odore di plastica delle tende, colore blu a perdita d'occhio e
rumori lievi, frequenti e strani silenzi. Nove mesi dopo odore
fortissimo di legna di abete appena tagliato per imbastire le
protezione delle case pericolanti, color acciaio delle impalcature e
rumore dei motori delle ruspe che continuamente lavoravano. Oggi, i
colori sono quelli della notte da cui si leva ardente la luce bianca
delle fiaccole, l'odore è quello forte di migliaia di ceri e di
petrolio e il silenzio la fa da padrona anche nella protesta e nel
dolore. Alle 3.32 AM il silenzio è rotto dai 308 rintocchi delle
campane delle Anime Sante al cospetto delle fiaccole che si alzano dai
quattro cortei presenti nella zona rossa del centro storico. Rammarico,
cordoglio ma anche riaffermazione di identità e presenza sul
territorio. Una grande tenda occupa il centro di piazza Duomo dove la
cittadinanza è invitata al consiglio comunale straordinario e aperto,
convocato in occasione del primo anniversario del terremoto che ha
colpito la città. Consiglio comunale aperto ma tendone chiuso, i posti
a sedere sono pochi rispetto le migliaia di persone che vogliono
assistere e i vigili del fuoco provvedono ad aprire varchi nel rispetto
delle norme di sicurezza, ma soprattutto per evitare il rischio crollo.
Le persone ammassate non si contano e gli altoparlanti sono deboli per
permettere di sentire a chi è fuori. Attesa e agitazione sono palpabili
e la tensione si sfoga durante la lettura dei messaggi alla popolazione
da parte del capo del governo e all'arrivo delle istituzioni. Si grida
"via gli sciacalli dal centro storico", riferito alle ditte addette
alla ricostruzione, ma ci si chiede chi potrebbe ricostruire se le
ditte specializzate andassero via. Di sicuro non le piccole imprese
senza strumenti tecnologici e personale adeguato. Cala la notte e dal
rumore del consiglio comunale in poco tempo si passa al silenzio, a
tratti rigoroso e impressionante della fioaccolata. Ogni protesta
verbale si traduce in protesta silente attraverso i cartelloni esposti
che accompagnano i passi delle fiaccole. Toccante la presenza dei
genitori delle vittime della casa dello studente e degli studenti tutti
nelle prime file. Si contano 30mila e forse più persone, la serpentina
luminosa delle fiaccole è passata dai paesi limitrofi al centro fino a
fermarsi per contare 308 insieme alle campane del Duomo